Marano di Valpolicella

Marano di Valpolicella è un piccolo scrigno tra le colline dell’alta Valpolicella. Qui i Vaona abitano da sempre, in una simbiosi con la terra e i suoi frutti.

Poco più di tremila abitanti, Marano deve il suo nome al latino Marianum, ovvero “terreno di proprietà di Gaio Mario”, il quale avrebbe fatto costruire un castello in funzione di difesa contro i Cimbri. La valle di Marano, considerata una tra le più belle di tutta la Valpolicella,è caratterizzata da morbide colline sulle quali si innalza il Monte Castelon. Sui suoi terreni prevalentemente vulcanici si producono da sempre i grandi vini della Valpolicella, ma è celebre anche per il suo olio e le ciliegie.

Caratteristica la processione che dal Santuario di Santa Maria Valverde sopra Marano, conduce un baldacchino con l’antica statua della Vergine (del 1600) fino al Monte Castelon, la prima domenica dopo San Marco (ultima di aprile).

Durante la processione i canti e la recita del Rosario sono intercalati dai botti dei trombonieri. Questi tromboni, pesanti 50/60 chili, col calcio in legno pregiato, la canna in bronzo e la bocca a campana istoriata, vengono imbracciati al contrario sulla spalla sinistra per contrastare il rinculo. Appartengono a 12 famiglie storiche di Marano e venivano usati per invocare protezione sui raccolti.

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